Pensiero di Pasqua

La Pasqua cristiana è il manifestarsi pieno dello scandalo, ma soprattutto della straordinaria fecondità della croce di Gesù.

Lui, il Figlio di Dio fatto uomo, dopo un’esistenza di totale e amorevole dedizione ai fratelli, si è visto ingiustamente accusato e tradito; preda di una violenza gratuita e malvagia che gli ha riversato contro un vortice mortale di desolazione e sofferenze.

Non più, per lui, sguardi amici, prossimità solidali o parole di conforto; nell’abbandono più totale, non più, addirittura, la voce del Padre; piuttosto sgarbi umilianti, ghigni irriverenti, urla volgari e sguaiate, capaci di ferire ancor più degli stessi, terribili, strumenti di morte.

Egli però, capolavoro d’uomo, anche in quell’ora assurda e drammatica, ha voluto e ha saputo stare nella più totale coerenza: figlio del Padre e, nonostante tutto, fratello nostro.

E lì, nel momento dell’abbandono (estremo confine della morte), lui, non più profeta o messia osannato, ma ultimo degli ultimi, colpito, deriso, ucciso…, lui, lì, è rimasto sino alla fine, per amore del Padre, per amore dei fratelli.

E proprio da lì, ecco compiersi inaudito il miracolo della Pasqua: infatti, laddove tutto appariva ormai irrimediabilmente perduto, sepolto, e mai si sarebbe potuto immaginare un qualsivoglia barlume di senso o un minimo esito di bene, ecco che ha fatto irruzione, potente ed inaudita, la luce della grazia.

Anche lì, proprio lì infatti, il Padre che sempre ha guardato e guarda amorevolmente al Figlio e sempre lo ascolta, lo ha saputo raggiungere e gli si è rivelato in tutta la sua forza liberandolo con l’immenso dono della resurrezione.

La resurrezione è così la risposta ultima e definitiva di Dio nei confronti della pretesa esosa ed annientante del male e della morte, ma soprattutto la conferma radicale di Gesù, della bontà della sua vita, della verità della sua via: lui, che del Padre è il figlio amato, per sempre.

Da allora quello stesso patrimonio di pienezza, di bontà e di verità è a tutti offerto come novità assoluta; primizia di quella nuova creazione che, anticipata in terra, è destinata a trovare pieno compimento in cielo.

Infatti ciò che è valso e vale per Gesù, perché da lui meritato con la sua vita capolavoro, vale pure per tutti quanti si stringono a lui, o meglio, per tutti quelli che sono abbracciati da lui, dall’alto della sua croce d’amore diventando, per tutti, potenza di resurrezione.

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