Quaresima 2017, tempo favorevole di conversione, dalla testa ai piedi

La Quaresima, che inizia con la cenere sul capo, culmina con l’acqua che lava i piedi. La testa umilmente china deve essere la nostra, i piedi che sempre più dovremo imparare a lavare sono invece quelli degli altri. Si tratta di un percorso, in sé, breve, eppure impervio ed arduo quanto la più grande delle imprese, per percorrere il quale occorre ben più del mero lasso temporale fra un mercoledì delle ceneri ed un giovedì santo, ma un’intera vita, di cui la Quaresima di ogni anno dovrà rappresentare una tappa decisiva ed un prezioso stimolo. La cenere simbolizza le necessita delle nostra salutare conversione, mentre l’acqua versata la nostra auspicata capacità di dono e di servizio.

Chi ne ha fatto sul serio esperienza sa bene che non è facile sottrarsi innanzitutto al bruciante impatto con questa cenere. Benché impalpabile, un pizzico insignificante, essa irrompe sul capo con lo stesso ardore di quella fiamma da cui ha avuto origine rimandandoci, scossi, all’unico necessario: “Convèrtiti e credi al Vangelo!“. Senza dubbio la traccia tangibile di quello strano balsamo sparisce ben presto dal nostro capo, ma la suggestione di umile fragilità e pentimento che l’accompagna dovrebbe invece rimanere per sempre. Così come indelebile dovrebbe essere l’insegnamento che traiamo da quell’acqua che sarà versata il Giovedì santo: un fratello chino su di un fratello che umilmente espone il suo piede stanco e spoglio, il cadere corroborante di un po’ d’acqua, il frusciare di un asciugatoio, il sigillo di un bacio. E tutto con la presa di coscienza edificante che a versare, con tanta umiltà e a nome nostro, quell’acqua, così come a baciare quel piede sarà proprio quel fratello che, poco dopo, nella medesima celebrazione, saprà, con autorevolezza, trasformare un pezzo di pane nel cibo eucaristico, a nome e in memoria di Colui che, pur essendo il primo, si è fatto l’ultimo e  il servo di tutti.

Accogliamo ed intraprendiamo dunque con docilità, il nuovo itinerario quaresimale e nel modo giusto in cui ancora si ripropone: sospeso cioè tra la cenere e l’acqua, tra un sincero pentimento e quel generoso atteggiamento di servizio che ne deve conseguire; come tappa sicura per il nostro itinerario pasquale; per il nostro ritorno a casa.

Cenere ed acqua, proprio gli ingredienti del bucato di una volta, ci si ripresentano quali simboli eloquenti della nostra doverosa, nuova purificazione-conversione, la quale risulterà efficace proprio nella misura in cui riuscirà a coinvolgerci totalmente, appunto… dalla testa ai piedi.
Santa Quaresima a tutti!

Don Paolo

 

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