Lettera aperta ai parrocchiani

Carissimi,

sappiamo che si tratta più di automatismi che di cattiva volontà, ma, credete, è stato deludente vedere come nelle apposite colonne, ben segnalate e sostitutive della raccolta (ora impedita) delle offerte, di nuovo sono state inserite, tranne poche lodevoli eccezioni, tante monete di centesimi (anche uno o due centesimi, superstiti e altrimenti rari).

Insomma, ancora una volta, ci si è svuotate le tasche dalle cianfrusaglie…

Non è questo il significato di quell’offerta (atto liturgico vero e proprio), finalizzata al sostegno della comunità parrocchiale e della sua carità.

Un gesto invece così formale, se aveva pochissimo senso prima; davvero non ne ha alcuno ora, dopo oltre due mesi in cui la Parrocchia non ha ricevuto offerte dai fedeli, pur continuando naturalmente a far fronte a utenze, tasse, stipendi e in qualche modo, alle crescenti esigenze dei poveri…

Tutto, per aiutarci a crescere anche sotto questo aspetto non del tutto marginale.

 

Don Paolo e Marco

 

 

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